IL PASSAPORTO
NEI TEMPI
L'attuale documento internazionalmente riconosciuto che
abilita il titolare di uscire, entrare e transitare da una nazione all'altra è
il "Passaporto", denominazione abbastanza recente, ma di un atto già
in uso nell'antichità con analoghe fmalità.
In ogni epoca tutti i Paesi in relazione alla loro
organizzazione politico-mllitare e economica hanno avvertito ltimportanza e la
delicatezza dei problemi dipendenti dell'esistenza dei confini per cui si sono
sempre preoccupati di destinarvi connesse strutture con il compito di gaaantire
gli interessi e le finalità che gli stessi si prefiggono mediante il controllo
delle persone e delle merci autorizzate a valicare le frontiere.
Da notizie risalenti al 1.500 a.C. compaiono come
documenti di espatrio le "commendatizie di scorta e accreditazie di
protezione" date dai Faraoni d'Egitto, così come altri tipi di permessi
detti "Jussio" al navigli che lasciavano i porti del regno durante il
governo tolemaico vergati per immagini con inchiostro di fuliggine o di gomme
vegetali su fogli ricavati dagli arbusti del bulbo di papiro.
I portatori di messaggi dei Faraoni venivano provvisti di
un cartiglio dove era inciso il nome del Faraone regnante che garantiva
l'incolumità dell'inviato (ambasciatore), mentre quelli scritti su pergamere
oin cuoio conciato erano dati ai mercanti.
In Grecia sin dall'epoca di Dracone, vigeva l'uso di uno
speciale permesso d'ingresso e soggiorno esclusivamente per lo straniero.
Nel Medio Oriente i sovrani affidavano ai loro
ambasciatori un anello col sigillo reale il quale costituiva un lasciapassare a
salvaguardia dei loro spostamenti
Nella confederazione dell1Etruria propria le città cinte
di possenti mura fortificate; per essere difese in caso di aggressione, (come la
Felathri - Volaterrae), avevano porte sempre vigilate da guardie armate le
quali consentivano l'ingresso e l'uscita delle persone e merci mediante
l'esibizione di un particolare lasciapassare rilasciato dal Lucumone supremo
magistrato della città.
Durante l'impero romano alcune fonti parlano di emissioni
"diplomata literae -imperiales verbum - imperiali fides pubblica" che
ponevano in evidenza il diverso trattamento al legato ed al suo seguito dal
privato cittadino.
Giova
ricordare che sul salvacondotto(1) dato da Cesare Augusto a Potamone era
riportata la scritta "Se qualcuno per terra o per mare è tanto temerario
di mole stare Potamone chieda altresì se è tanto audace a dichiarare
la guerra a Cesare. Di ciò si può avvertire l'efficacia della minaccia che
racchiudeva.
A frontiere chiuse era considerato ltimpero romano
costretto a concludere trattati commerciali per meglio controllare le
popolazioni, a volte guerriere, che lo circondavano, per cui i mercanti
stranieri ai varchi di confine avevano l'obbligo di notificarsi ai "comes
commercioruml' per ragioni di sorveglianza deli confini per motivi fiscali e di
sicurezza.
Gli scambi potevano avvenire in zona neutra costituita
per trattato "Nisibis, Kalllnikon e Artaxata" concluso tra Teodorico
il Grande e Shapus III° re di Persia nel 387 a.C.
Le chisure delle frontiere e le restrizioni stabilite per
il commercio erano destinate dal timore dello spionaggio. In seguito alla
caduta dell'impero romano d'occidente inizia la problematica delle relazioni
internazionali fra gli Stati condizionate dalle vicende derivanti dagli eventi
bellici, dai trattati e da altre cause.
Un primo regolare controllo alle frontiere si avverte
dalle leggi emanate da re Rachis(2) che stabilivano come il passaggio dei
confini poteva avvenire soltanto dalle “chiuse" (valichi), previo rilascio
di un di un 'tsignum" da "epistola regis" per entrare ed uscire
dal regno dopo accurato interrogatorio.
Le chiuse erano vigilate dai "clausari sottoposti da
un "Jude" il quale aveva facoltà di concedere un documento detto
"syngraphus", mentre il sigillo dello stesso periodo concesso ai
mercanti Inglesi, in seguito ad un accordo tra il sovrano dei Longobardi ed il
re degli Inglesi-sassoni, attestato in cui l'autorità del Paese ospite dotava
tutti coloro in entrata nel suo territono.
L'editto di Rachis stabiliva altresì che nessuno poteva
entrare o uscire dal suo dominio senza il "signum aut epistola regia"
con il chiaro scopo di cautelarsi dai fuggitivi, dagli spioni e da coloro che
accedevano nel regno con inganno, oppure nei casi in cui malintenzionati
tentavano accodarsi ai pellegrini. Stesso trattamento era riservato agli
stranieri che imbarcati sulle navi, dovevano raggiungere i posti "portura
legitima".
Fin dai tempi più remoti diplomatici e mercanti nei loro
spostamenti da un Paese all'altro venivano provvisti di "lettere o missive
di raccomandazione "tungenti da vari attestati di riconoscimento frrrnati
da un personaggio autorevole notoriamente conosciuto, ma concessi esclusivamente
dagli appartenenti alla nobiltà e alle classi sociali più elevate, atti che
assumevano continuamente diverse denominazioni a seconda di chi li rilasciava e
le finalità cui erano diretti.
Carlo
Magno e papa Adriano I° conclusero un accordo sulla base in forza della quale i
sudditi dell'imperatore potevano passare nel Patrimonio di San Pietro senza
"absolutio regia" mentre a quelli del pontefice non era consentito
introdursi nel regno di Carlo Magno senza 1'absolutio ponfificia". Lo
scambio di note costituì un importante atto inteso a fissare il principio
dell'interdipendenza del permesso d'ingresso con quello di uscita emesso dal
Paese di origine del richiedente. Nei lasciapassare di Carlo Magio riguravano
impresse una corce con le iniziali K.R.S., mentre il sigillo con la scritta
"RASTI ROUSTI” (ossia la forza sta nel diritto) era posto sui
salvacondotti di Tamerlano.
I lasciapassare del papa erano molto ambiti poich~, prima
della riforma di Martin Lutero, erano validi per tutta l'Europa. Quando gli
zingari provenienti dalla Zungaria, regione vicino all'Altaj, si mossero verso
l'Europa condotti dal loro capi, il principe Andrea, questi per prima cosa si
recò a Roma, fece diventare cristiana tutta la sua gente e ottenuto un
lasciapassare del pontefice sì spostò per tutte le nazioni nel vecchio
continente.
La Chiesa mediante la raccomandazione di una persona ai
grandi immunitari ecclesiastici, come quello di Alcuino di York (consigliere di
Carlo Magno) forniva ad un mercante, che doveva recarsi in Italia attraverso la
Rezia una lettera “scriptum” raccomandandolo al Vescovo di Coira. Ma a non
tutti era sempre possibile procurarsi così prestigiose protezioni.
Le "trectoriae" lettere concesse durante il
regno di Canuto d'Inghilterra, erano destinate prevalentemente ai pellegrini
diretti a noti luoghi sacri in Europa, destinate non solo ad assicurare
protezione ai viaggiatori, ma a procurare loro vitto e alloggio in prestabilite
abbazie, conventi e priorati.
Le "lettere di soccorso" valevano invece a
garantire l'incolumità di alcune categorie di persone ovvero di lavoratori
specializzati (maestri muratori - incisori - decoratori -carpentienti, ecc.)
onde conferirgli sufficiente sicurezza e legale protezione.
I governi si opponevano alle fuoriuscita dal territorio
dello Stato degli uomini atti alle armi e, per motivi di sicurezza, erano
propensi a considerare ogni straniero che varcasse i confini un nemico
potenziale.
Le "securitas - la syngrapha - il sigillum" del
periodo longobardo consistevano in salvacondotto da rinnovare ogni tre anni
dato ai mercanti inglesi in seguito ad una intesa conclusasi nel 1207 tra il
sovrano longobardo ed il re degli Inglesi-sassoni, documenti di cui l'autorità
del Paese ospite muniva tutti coloro all'ingresso nel territorio.
Con il fiorire delle autonomie comunali in Italia cadde
alquanto in disuso l'obbligo del possesso del documento di espatrio ma in
qualche Comune si usava rilasciare "bullette" agli stranieri per
evitare l'ingresso alle persone rndesiderabilj Più tardi appare una forma di autorizzazione
denominata "letterae passus" con lo scopo di tutelare la sicurezza
dello Stato.
Si rileva che il salvacondotto longobardo venne adottato
anche dalle repubbliche marinare di Pisa e Venezia ("sigillum") e da
quella di Genova ("Bulletta") nelle quali si riscontrano registrati
perfino i connotati del titolare.
Nel Medioevo l'istituto del salvacondotto è connesso alle
condizioni politic~militari degli stati basanti la loro forza nel potenziale di
armati e dai rapporti di sudditanza verso i sovrani, i quali spesso
subordinavano ad una speciale autorizzazione la circolazione dei sudditi stessi
estesa eccezionalmente oltre lo spazio dello Stato.
Intanto il progressivo scomparire del diritto di
albinaggio(3) e l'affermazione di nuovi prncipi del diritto internazionale, non
solo agevolavano lo straniero nel godimento dei diritti civili, ma favorivano
la diffusione dei permessi di espatrio, una volta privilegio di dignitari e
nobili, a favore di tutti i cittadini desiderosi di lasciare lo Stato.
Che esistessero servizi organizzati per la difesa delle
coste, sì deduce da un capitolare pavese di Ludovico II° perché
con esso si denunciava l'inefficienza dei servizi medesimi, cosl anche dalla
"memoria Olonea comitibus" comrninante la confisca delle merci di
coloro che commerciavano fuori dai porti con stazione doganale. L'adozione di
una tale procedura era imposta dalla assenza di una permanente rappresentanza
diplomatica e consolare e della scarsa diffuzione di accordi.
Infatti, quando vi era una convenzione come quella tra
veneti e comacchiesi, con il regno inglese ed altri, il trattamento dello
straniero era già noto ed assicurato.
Tra i singolari salvacondotti è da menzionare quello dato
dal Gran Kan del Katai al veneziano Marco Polo composto da due tavolette d'oro
che garantiva protezione e sostegno durante i passaggio dei Paesi attraversati
per raggiungere Roma e Venezia il soggiorno di Marco Polo presso Kublai Kan
favori le relazioni tra la Cina e l'Europa da cui scaturirono anche nuovi
rapporti commerciali.
Con la scoperta dell'America ed il crescente sviluppo dei
traffici marittimi, già fiorenti nei secoli XII e XIII con la navigazione delle
navi da guerra fu resa necessaria la procedura di speciali permessi
"bulletta" concessi ai navigli che salpavano o facevano scalo o sosta
nei porti.
Dalla diffusione delle citate autorizzazioni per
l'ingresso o uscita dai porti e dalle chiuse deriva il moderno
"passaporto" espressioni anche delle parole "passus" e
"portum" ricorrenti nelle "honorantiae pavesi" per indicare
l'obbligo da parte degli stranieri di procacciarsi un "signum aut epistola
regis" per transitare "ad portum", ovvero per accedere alla
"portura legitima" e cioè agli scali marittimi autorizzati.
In
detti documenti venivano già indicate, oltre il cognome e nome del titolare, la
professione o mestiere, titoli nobiliari, le caratteristiche del mezzo di
trasporto, il numero e la razza dei quadrupedi, particolari del carriaggio,
nome delle persone al seguito e quello dei domestici.
Negli ultimi decenni del secolo XVIII° sembrava prossima
la scomparsa del passaporto in seguito all'entrata in vigore delle costituzioni
ispirate al principio generale di libertà della persona ed anche sotto il
profilo della circolazione, precetti accolti per prima dalla Costituzione degli
Stati Uniti d1America e successivamente dalla Francia che esordiva di
"aller, de rester, de partir". In ordine a tale enunciato in Francia
vennero soppressi i passaporti, ma furono poi subito ripristinati.
Nel mondo contemporaneo necessità politiche ed esigenze
di pubblica difesa degli Stati non hanno consentito la eliminazione
dell1istituto del passaporto, il quale, nel vigente diritto internazionale
rimane il documento principale, per espatriare all'estero, di tutti i cittadini
appartenenti a vari Stati.
Peculiare al cittadino italiano è il diritto d'incolato,
il diritto cioé di non poter essere espulso dal territorio nazionale.
Per l'apolide la posizione giuridica è regolata dalla
legge del luogo in cui il soggetto risiede. il documento di espatrio è il
"certificato d'identità", il "titre de voyage", il
"travel document", il "frendenpass".
La nostra costituzione repubblicana garantisce la libertà
di espatriare, salvo gli obbliglii di legge ed in applicazione di tale precetto
il legislatore ha provveduto ad emanare la Legge nr. 1185(4) che regola tutte le materie sui
passaporti nella quale sono indicati i vari tipi. Per precisare il passaporto
diplomatico rilasciato dal Ministero degli affari esteri non solo ai membri del
corpo diplomatico e consolare, ma a personalità che si recano all'estero con
funzioni ufficiali ed a personaggi che abbiano determinate cariche
rappresentative (Capi di Stato e membri del Governo) concessi anche a
personalità straniere di rango elevato residenti in Italia, cui il Governo
intende far rispettare un trattamento di favore, sia da parte delle autorità
civili e militari dello Stato che dalle potenze amiche ed alleate.
In merito furono provvisti di passaporto diplomatico
italiano l'ex re dell'Afghanistan Aman ULLAH che visse molto tempo a Roma ed in
Svizzera; FAROUK I° ex sovrano d'Egitto; del resto uguale trattamento viene
usato ancora da altri Stati. Umberto 110 ex re d'Italia viaggiava con
passaporto diplomatico portoghese con il nome di Umberto Conte di Sarre ed il
figlio Vittorio Emanuele con dipl. belga.
Rientrano fra i passaporti diplomatici quelli dei
dignitari del Sovrano Militare Ordine di Malta; sebbene non rientrino nella
regolamentazione della Repubblica Italiana sono riconosciuti internazionalmente
e quindi anche dallo Stato Italiano.
I passaporti ordinari vengono rialsciati dal predetto
Dicastero degli affari esteri, dal corpo diplomatico e consolare all'estero ed
in Italia nei capoluoghi di provincia dai Questori.
Come tutti sanno i documenti di espatrio in ogni epoca e
Paese sono stati, titoli prescelti per poter sostituire la propria all'altrui
persona, attribuirsi altre generalità e stato, vuoi in situazione di emergenza
per eventi bellici, sconvolgimenti politici, militari allo scopo di riparare
all'estero per sottrarsi a pesanti misure detentive dettate dal momento.
Per non sviluppare lunghe elencazioni si ritiene utile
citare il passaporto di Pietr MICHAJOV sotto il quale nome si celava Pietro il
Grande Zar di Russia che trascorse del tempo a Zaandan in Olanda ed a Woolwich
in Inghilterra lavorando in vari cantieri per acquisire tecniche navali.
Merita ricordare il compianto Presidente della Repubblica
Sandro PERTINI, perseguitato politico esule all'estero per poter rivedere la
madre ammalata nel marzo 1929 entrò in Italia con passaporto svizzero
procuratogli a Bellinzona col nome del cittadino elvetico RONCAGLIA Luigi di
Carlo, riconosciuto a Pisa, arrestato e condannato a 12 anni di reclusione.
Joe PETROSINO famoso investigatore statunitense per
combattere la criminalità organizzata degli italo-americani entrò in Italia con
il passaporto intestato a VELLETRI Giuseppe Guglielmo; identificato dalla mafia
venne ucciso a Palermo.
In campo diametralmente opposto il numero di delinquenti
che hanno usato passaporti falsi per sottrarsi alla Giustizia è incalcolabile.
Si citano:
CANARIS
Wilhelm Otto - Viaggiò per FEuropa con passaporto cileno col nome di REED
Rosas, fermato dalla Polizia di Frontiera di Domodossola, dopo aver scontato
alcuni mesi di carcere, rilasciato si diresse in Spagna. Dal 1939 al 1945
Canaris col grado di Ammiraglio della marina tedesca fu capo dell'Abwer
(servizio segreto militare).
CAVALLO
Riccardo Miguel colonnello della Marina Militare Argentina responsabile di
crùnini contro l’umanità durante la guerra della dittatura (1973-83) riuscì a
fuggire in Messico con passaporto a nome SERPICO Marcello. Rintracciato,
estradato, condannato a morte in Argentina.
PIEBKE
Erick, capitano delle S.S. artefice delle Fosse Ardeatine e di Via Tasso in
Roma; con false generalità fuggi e visse in Argentina. Dopo lunghe ricerche
riconosciuto, estradato e condannato in Italia.
Von
KLUGE Kate, sedicente figlia del Feld Maresciatto tedesco Hane Gùnter von Kluge
con tale nome e passaporto aveva ottneuto l'ammissione agli studi
nell'Università Cattolica di Milano. Caduta in sospetto in quell'Ateneo dopo
complesse indagini, identificata per Maria PASTINE(5), nata a Genova il 4
Ottobre 1914, figlia di Luigi già provveditore agli studi di La Spezia(6)
Costantino CRUDO, nato a Filandri (Cz) con falso
passaporto, circolava in Italia indossando abito talare col grado di Capitano
(Cappellano Militare); scoperto, dopo aver estorto forti somme di denaro a
professionisti italiani a favore di asserite istituzioni benefiche.
Casi recenti di calciatori extracomunicari, entrati in
Italia con falsi passaporti, hanno innescato un clamoroso scandalo di sviluppi
internazionali, poiche' analoghi avvenimenti si sono verificati in numerose
altre naziom.
Sempre in materia di passaporti ritorna alla nostra
memoria di quanta umana premura operò, e per molti lustri è restato nell1ombra,
il collega Giovanni PALATUCCI, Questore della provincia di Fiume, dopo la
tragedia dell'8 Settembre 1943, il Terzo Reich operò l'immediata, completa
annessione alla Germania di tutta la regione della Venezia Giulia di Fiume e
delle isole di Quarnaro, ma la rischiosa opera del Questore si intensificò in
favore delle inermi popolazioni vessate dai nazisti, tanto da ordinare ed
ottenere dalla Municipalita di Fiume la completa distruzione dei dati
anagrafici affinché la Gestapo non postesse risalire al cittadini di religione
ebraica.
Stante l'opprimente occupazione esercitata in ispecie
dalle autorità militari in quella delicata zona di confine, il questore
Palatucci, riuscì, il che ha dell'incredibile, a sottrarre alla cattura delle
S.S. una nave con 800 ebrei fuggiaschi e di salvare dalla deportazione in
Germania di oltre 5000 civili, ebrei, perseguitati politici dotandoli di
passaporti con immaginarie generalità di cittadini incensutari. L'indomito
coraggio del Dott. Palatucci fu definito lo "SCHINDLER" italiano(7).
Scoperto, tratto in arresto, ristretto nel campo di
sterminio di Dachau col numero 117826 marchiato sulla pelle ed a pochi giorni prima
della liberazione fu arso vivo.
Lo Stato d'Israele oltre ad aver proclamato il Questore
Palatucci "Giusto fra le nazioni" gli ha dedicato una strada nella
città di Tel Aviv, ed una lunga ifia di alberi del Viale che unisce Gerusalemme
alla Collina di Jad Easchem, ovvero il Viale dei Giusti.
Soltanto da pochi anni in Italia è stato possibile
conoscere parte della eroica attività storica compiuta dal Palatucci durante la
Seconda Guerra Mondiale, ci compiace rilevare che con Editto del 9 Aprile 2000
la Chiesa Cattolica ha avviato la Causa di Canonizzazione dell'alto Funzionario
della nostra Polizia di Stato.
Dalla sommaria rassegna scaturisce quindi la
considerevole importanza che ha sempre costituito il passaporto nei tempi.
Note
1) il salvacondotto è uno speciale documento rilasciato dalla autorità
concedente per soggiornarvi per un periodo più o meno lungo e, quindi,
allontanarvisi con garanzia di non subire arresti, peiquisizioni, confische,
intralcio o modestie di qualsiasi genere.
Esso può essere concesso
dall'autorità militare occupante a favore dei cittadini appartenenti a Paesi
neutrali di agenti diplomatici, di plenipotenziari, di consoli di Stati
neutrali o anche di cittadini appartenenti a Stati nemici, dei funzionari della
Croce Rossa, dalla Convenzione di Ginevra del 12 maggio 1949 sulle vittime di
guerra ai sensi degli artt. 23 e 59.
Il salvacondotto rilasciato dai comandamenti
militari a ciò autorizzati, ad unità delle forse nemiche e neutrali a persone
di qualsiasi nazionalità è diretto a consentire di raggiungere una località
prestabilita attraversando eventualmente anche zone di operazione bellica.
2) Re Rachis dei Longobardi (744-749) duca deI Friuli, fi indotto da
Papa Zaccaria ad abdicare in favore del fratello Astolfo e si ritirò nel
Monastero di Montecassino.
3) Albinaggio - successione del demanio di uno Stato al forestiero
morto nello Stato stesso senza aver disposto dei suoi beni e senza eredi nel
suo Paese (abolito).
4) La legge 1185 del 21 Novembre 1967 indica i vari tipi di passaporti
e dei documenti validi per l'espatrio.
I più noti sono:
Il diplomatico,
di servizio, ordinario, per emigranti, consolare rilasciato soltanto per il
rimpatrio, di protezione per cittadini stranieri protetti per la legge equipara
ai cittadini italiani al solo effetto della giurisdizione consolare in regime
capitolare.
Mortuario, da tessera di frontiera, il lasciapassare di
frontiera personale e collettivo, il libretto di navigazione, la licenza di
navigazione aerea ed il certificato di membro dell'equipaggio, il foglio di via
di rimpatrio, la tessera personale di riconoscimento rilasciata dalle
amministazzioni dello Stato al personale statale, valida per recarsi all1estero
nel Paesi nei quali vigono particolari accordi internazionali.
Altri documenti speciali
equipolenti al passaporto trovano il loro fondamento giuridico da convenzione
ed accordi internazionali ratificati dallo Stato.
5) I cittadini aventi doppia e plurima cittadinanza, sono considerati,
in linea di principio, cittadini italiani, sino a quando trovansi nel nostro
paese.
6) Maria
Pastine, sedicente Kate von Kluge, con fotografie, oggetti e voluminosa
documentazione falsificata, mirava ad ottenere l'eredità della nobile, ricca
famiglia berlinese del Feld maresciallo von KIuge comandante delle armate del
fronte occidentale succeduto al Maresciallo Rommel, poiche' anche l'unica
figlia Kate e tutti i parenti del KIuge trovarono la morte durante i
bombardamenti su Berlino e dintorni.
Sulle
indagini che portarono alla scoperta della vera identità della Maria Pastine e
di Costantino Curto, partecipò lo scrivente.
7) Oskar Schindler,
giovane e ricco industriale tedesco, sottrasse uomini, donne, bambini allo
sterminio hitleriano, trasferendoli dai campi di concentramento alle sue grandi
officine in Polonia e Cecoslovacchia dove si produceva materiale bellico e,
versando enormi somme di denaro, salvò migliaia di persone.
Mario
Canessa