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Per quanto riguarda i gruppi di Auto Mutuo Aiuto e le associazioni, ш importante che essi operino lontano dalle Istituzioni per evitare il rischio della istitutalizzazione, che puђ essere allontanato mediante la continua trasformazione. Anche il cittadino malato mentale ha diritto alla cura e al lavoro, e le risposte a queste esigenze cui ha diritto non competono alle associazioni, ma ai servizi. Le distinzioni tra modello Triestino, modello Toscano e modello Pugliese sono irrilevanti. Occorre invece considerare cosa si fa in ogni regione, per esempio i rapporti con i sindaci e le iniziative importanti come la giornata di oggi organizzata dai pazienti. Ha preso poi la parola la sig. Luciana Faina di Lucca che ha raccontato di essere stata in cura per oltre diciassette anni e di essere guarita anche se, oggi, a volte, fa qualche colloquio. Poichщ le ш stato chiesto di organizzare un gruppo di Auto Mutuo Aiuto, ш andata a seguire un corso preparatorio a Trento. Della sua esperienza, Luciana ha raccontato che, quando parlava di gruppi di pazienti psichiatrici, si vedeva chiudere molte porte perchщ la gente aveva paura di tali tipi di pazienti. Si puђ uscire dalla psichiatria, ha concluso Luciana, ci si puђ restare e conviverci o si puђ subirla. E’ poi intervenuto Giovanni Mari di Firenze che dal 1997 frequenta un gruppo di Auto Aiuto. Giovanni per sottolineare l’importanza rivestita dal disagio psichiatrico, ha ricordato la conferenza della depressione organizzata da Papa Giovanni Paolo II. Un’altra utente ha poi dichiarato che i temi della giornata la interessavano molto come utente e come cittadina e che, a Cecina e a Rosignano, si sono organizzati due gruppi di Auto Aiuto, ma quello di Rosignano stenta a decollare. Ha poi parlato Luca che ш stato bene fino al 1991, poi ha avuto un esaurimento dopo il quale ha iniziato ad avere problemi di depressione, ma ш convinto che se ne puђ uscire. Ha poi raccontato brevemente la propria storia Romana Nencioni di Lucca che ш stata tanto male e ha subito otto ricoveri, ma che, un giorno, ascoltato il proprio psichiatra a iniziato un percorso che l’ha portata alla guarigione. E’ venuto poi il turno di Valentina Calђ di Firenze che soffre di una turbe che la induce a comperare continuamente telefonini cellulari. Valentina ш senza genitori ed ha un amministratore di sostegno. Ingiustamente un assistente sociale la voleva interdire, Valentina ha chiesto giustizia per i malati di mente a cui si vogliono togliere i diritti. Franco, di Massa Carrara, ш invece un facilitatore sociale e da dieci anni fa parte di un gruppo di Auto Aiuto. Secondo Franco il T.S.O. viene prescritto alle persone che non si rendono conto di essere all’interno di una crisi psichiatrica. Per questi soggetti Franco consiglia un testamento Psichiatrico che ш un dispositivo giuridico, rilasciato a persone fiduciarie che permette di fare un T.S.O. programmabile. Non ш fatto a persone sconosciute come il vigile e l’infermiere.(in che senso?) Secondo Franco, poi, gli psicofarmaci non vanno tolti nemmeno quando si sta bene. Lui non crede nella guarigione, occorre anche una terapia sociale che ruota attorno al lavoro e alle relazioni. Poi Gemma Del Carlo, nel corso del suo intervento, ha sostenuto che l’importanza ш l’informazione. Rossana Di Nando ha invece dichiarato di non voler essere considerata una utente, ma solo una persona diversa. Elene di Pisa ш frequentatrice di un corso di facilitatore sociale; ha parlato della doppia diagnosi cioш problemi psichici in presenza di tossicodipendenza. Elene aveva perso 30 Kg. e beveva quattro litri di birra al giorno. E’ in quel’epoca che conobbe il primo psichiatra. La doppia diagnosi ш molto piљ frequente di quanto non si creda. Si sono poi riunite le commissioni e, al termine della riunione, sono state lette le proposte. Per quanto riguarda i non collaboranti, questi vengono abbandonati dal servizio e finiscono nei T.S.O.. E’ importante il trattamento psichiatrico e l’attivitр di Auto Aiuto nel reparto, come si fa a Pisa, per entrare in contatto con loro. Occorre sensibilizzare gli operatori e convincere gli utenti non collaboranti ad iniziare un percorso terapeutico. Per quanto riguarda invece la lotta allo stigma, sono stati proposti gli spot di pubblicitр progresso, l’uso dei mass media e l’organizzazione di conferenze. Forse si potrebbero interessare le parrocchie, ma queste aiutano un po’ tutti i perdenti mentre le commissioni vorrebbero fare un discorso di diritti. Dallo studio delle commissioni ш emerso che anche lo stigma ш centuplicato nei piccoli nuclei abitativi. Per quanto riguarda i facilitatori sociali, Pisa e Massa Carrara sono avanti di dieci anni, perђ mentre la Regione finanzia, la provincia non collabora. La provincia, infatti, esclude dai corsi gli utenti e organizza corsi da 1200 ore anzichщ 600. Per quanto riguarda i rappresentanti degli utenti, secondo le commissioni, questi devono essere scelti tra quelli che vedono il Distretto di Salute Mentale nelle sua globalitр cioш: Pronto Soccorso, Casa Famiglia, Centri diurni ecc.. I rappresentanti dovrebbero coinvolgere anche i medici facendogli fare un esame di coscienza. Dovrebbero anche interessarsi all’igiene a alla sicurezza del reparto. Potrebbero cercare di dare accesso al reparto ai familiari in tutto l’arco della giornata perchщ qualcuno ha l’esigenza di non essere abbandonato, anche se altri sono stressati da chi li va a trovare. Si dovrebbe cercare anche di migliorare la degenza perchщ gli adolescenti vengono associati a pazienti con gravi disturbi. Le commissioni hanno deliberatamente tralasciato Mare e Costa perchщ se ne sarebbe parlato pochi giorni dopo a Carrara. Per quanto riguarda il lavoro, si sono criticati i tirocini formativi della provincia perchщ prevedono lavoro per sei mesi senza paga ed inoltre, spesso, gli utenti non vengono assunti. Per quanto riguarda la formazione ш stata ravvisata la necessitр di istituire dei corsi per utenti. Nei confronti del problema dell’abitazione ш stata rilevato che i comuni, nelle graduatorie, considerano per ultimo il malato psichico. Il problema del tempo libero puђ essere limitato frequentando circoli di studio. Sono dei corsi di 24 ore, di cui, 12 di apprendimento, che sono finanziati dalla Regione e che possono essere attivati a domanda. Un’osservazione fatta nel corso della riunione riguardato il distacco degli operatori, soggetti che temono il bourn out : si pensi ad uno psichiatra che segue 600 pazienti. I lavori si sono conclusi col saluto della sig. Marzia Fratti che si ш complimentata per i preziosissimi risultati ottenuti affermando che la rete ш un esperienza fondamentale alla quale tutti dobbiamo contribuire. Mauro PAPALE Ingegnere elettronico Gli articoli dell’Ing. Mauro PAPALE sono pubblicati anche sul sito Internet www.livornotop.com PAGE  PAGE 2 `az b 4D`jJ!K!Q!R!S!U!V!\!]!^!_!`!d!њѕёээцуцуцуцлцу0JmHnHu0J j0JU6]5\ B*ph B*phџab‘~!|&  л z b  ј VEjй.|я$…Xњњњњњњњњњњњњѕњњњњѓњњњњњѓњњњњ$a$$a$J!c!§§XаŠюvIіЭЯаV т у ф х ц ч ш G!H!I!J!S!T!U!`!a!b!њњњњњњњњњњњњњњњњњјњњњяэыяэы„ќџ„&`#$$a$b!c!d!§ј$a$,1hА‚. 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